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venerdì 15 aprile 2016

Ladri di cani





Sono stati arrestati tre ladri di cani di razza, che giravano muniti di attrezzatura per togliere i microchip agli animali. Lunedì sera, a Blera in provincia di Viterbo, i carabinieri hanno bloccato la banda specializzata in cani da caccia, al secondo furto in un mese nello stesso allevamento di località Vallefredda. Come si legge sul quotidiano La Voce in manette sono finiti una coppia di viterbesi di Santa Barbara – una donna di 53 anni e un uomo di 46 – e un 42enne di Cerveteri. Sulle loro tracce i carabinieri di Cittàducale, grazie a una soffiata che li ha informati di un colpo nel Viterbese per lunedì sera. I militari, in borghese, hanno seguito un’Opel Meriva della coppia fino a Cerveteri. Qui i due hanno caricato il 42enne e si è diretto a Blera. La donna, fatti scendere i complici, per non dare nell’occhio ha iniziato la spola con Barbarano. Gli uomini, intanto, hanno tagliato la recinzione; poi, a riprova di un piano preordinato, si sono diretti verso uno dei numerosi box, caricando due cani in un trasportino sul retro della vettura, dandosi alla fuga col favore del buio e della boscaglia. I carabinieri, non sapendo se fossero armati, hanno atteso che raggiungessero una zona illuminata, a Oriolo Romano, dove li hanno bloccati. In auto le attrezzature veterinarie per togliere i chip di riconoscimento, arnesi da scasso, passamontagna, torce a mano e da fronte. I cani hanno accolto scodinzolando il padrone, rintracciato dal telefonino sui collari.
Il 5 marzo aveva denunciato il furto di altri 3 animali, ritrovati a casa del 42enne di Cerveteri. Il terzetto, il cui arresto è stato convalidato martedì dal giudice Giacomo Autizi, sarà processato per furto aggravato a maggio. Si presume che i cani dovessero essere portati a Cittaducale e qui rivenduti ad alcuni cacciatori del posto. I carabinieri di Cittaducale stanno attualmente approfondendo questo aspetto dell’inchiesta.

giovedì 3 marzo 2016

Cani di varie razze

 Razze e razze..
14Il cane, ormai da anni si sa.. è l’amico più fidato di un uomo e, negli ultimi anni, molti italiani stanno riscoprendo il piacere di potere divertirsi con il proprio cane. In particolare ci sono alcune razze che sono particolarmente inuge come il bulldog francese o il carlino e il chihuaha, questi quadrupedi hanno il pregio di essere molto piccoli e quindi di dare meno problemi rispetto ad un cane di grossa taglia. Se volete essere originali e prendere un cane che raramente sia stato visto però, dovete sapere quali sono effettivamente le tipologie più rare per quanto riguarda questo animale.
Un cane rarissimo è sicuramente il Bedlington terrier, proveniente dalla contea di Northumberland, in Gran Bretagna, e appartenente alla famiglia dei terrier. Si tratta di un cane da caccia particolarmente dolce e giocherellone, quindi molto adatto per i bambini e le famiglie numerose.
0E’ ricoperto da un soffice pelo bianco e riccio e ha un cranio molto allungato, normalmente non supera i 40,5 cm e il peso varia tra gli 8,2 ai 10,5 kg.
Un altro cane sicuramente non comune è il Thai Ridgeback, una razza davvero rara che si trova solo in Thailandia e in Giappone e in pochissimi esemplari. Anticamente era un cane da guardia e si nota dal suo fisico tonico, resistente e agile, nonostante ciò è molto fedele al suo padrone, mentre è piuttosto guardingo con chi non conosce. affeziona molto al suo proprietario, ma è diffidente con gli estranei. Il colore può essere rosso, nero, fulvo chiaro o blu, e normalmente sono alti tra i 51 e i 61 cm.
Lo Swedish Vallhund è un cane svedese (il nome originale è Västgötaspets) che negli anni si è contaminato con il Welsh Corgi Inglese. E’ di piccola taglia, ha le zampe corte, e lavora spesso nei campi e nei pascoli come conduttore del gregge. Si caratterizza per coraggio e agilità ma è anche giocherellone e affabile. Normalmente l’altezza varia fra i  31 e i 33 cm.
Il Catahoula Leopard Dog è addirittura un cane non riconosciuto in Italia, che ammalia con i suoi grandi occhioni azzurri nord americani. Il pelo è chiazzato, la taglia è media, e si tratta di un cane molto protettivo e leale con il proprio padrone, mentre potrebbe esserlo meno con gli stranieri.
Infine c’è il Azawakh, proveniente da una valle compresa tra il Niger e il Mali, e arrivato in Europa negli anni ’70. Il passato era il fedele compagno dei tuareg e si caratterizza per eleganza e grazia. Molto sveglio e agile è davvero di compagnia, ma difficilmente accetta nuovi componenti nella sua cerchia. L’altezza oscilla tra i 60 e i 74 cm.

sabato 6 febbraio 2016

Alcuni accorgimenti felini


1. Perché il gatto “si fa le unghie” ?

Quando il gatto si arrota le unghie a una superficie ruvida, distendendo e incurvando tutto il corpo, si è convinti che lo stiano facendo per rifarsi le unghie.
Non è così.
Il gatto non ha bisogno di spuntare le unghie anzi. Le unghie sono la loro arma per catturare le prede e devo essere sempre perfettamente affilate. Per questo i gatti e i felini in genere hanno le unghie retrattili: normalmente sono contenute all’interno delle dita per non essere consumate.
“Farsi le unghie” è semplicemente una marcatura visiva che serve per delimitare il territorio (lascia anche delle tracce olfattive = ghiandole dei cuscinetti). Se ripetono spesso questo atteggiamento, il gatto potrebbe essere stressato.

2. Perché a volte il gatto urina in superfici verticali?

Spesso vediamo il gatto che spruzza l’urina perpendicolarmente a una superficie verticale; il gatto se ne sta in piedi con la coda verticale portando la parte di dietro del corpo a contatto con la superficie.
È semplicemente una marcatura, l’urina emessa possiede feromoni.
Il gatto lo fa soprattutto all’esterno; se però lo notate anche in casa, è segno di ansia e stress.

3. Perché ai gatti piace stare alla finestra?

I gatti sono animali molto curiosi con una naturale attitudine all’osservazione, all’esplorazione e al gioco.
Stare alla finestra è come guardare la televisione o leggere un libro per noi umani.

4. Perché il gatto si strofina ai mobili o alle persone di casa?

È una marcatura facciale che serve ai gatti per riconoscere il proprio territorio o gli individui che conosce. A livello delle guance, i gatti possiedono delle ghiandole che producono feromoni; strofinandosi lasciano un segnale odoroso riconoscibile e appagante.
E’ come se vi mettesse un cartellino con scritto “amico”.

5. Perché il gatto “fa le fusa”?

La sua funzione originale, usata dai gattini, è quella di comunicare alla madre che stanno bene, oppure è usata dalla madre per avvertire i suoi cuccioli che si sta avvicinando. Nel gatto adulto può avere tante funzioni, molto diverse:
  • è un segnale di benessere
  • è frequente sentirlo in un gatto dominante (comunica al gatto sottomesso che può avvicinarsi)
  • è usato dal gatto che non sta bene per “consolarsi”
  • è usato come segnale calmante per ridurre l’eccitazione.
  • è il primo gesto appagante.

venerdì 15 gennaio 2016

Il tuo gatto ti ama?

Ci sono dei comportamenti che il gatto mette in atto e che noi scambiamo per amore, ma che in realtà possono voler dire anche diverse altre cose. Intendiamoci: non è che il gatto che fa le fusa non ci stia dicendo che non ci vuole bene, ma come la mettiamo con i gatti che fanno le fusa anche a persone sconosciute? Amano tutti? Ecco perché è importante capire il linguaggio del gatto, per non cadere in facili fraintendimenti. Molti proprietari pensano che il loro gatto li ami alla follia perché:

  • il gatto gli fa le fusa: ci sono gatti che fanno le fusa anche a perfetti estranei, basta solo una carezza. Sono gatti particolarmente socievoli, che mettono in atto questo atteggiamento di pacificazione per farci sapere che in quel momento ci tollerano e che sono tranquilli e sicuri. Ma occhio: ci sono anche le cosiddettefusa preagoniche, gatti malati terminali o in fin di vita emettono delle fusa molto rumorose e continue e il significato in quel momento non è certo di amore, bensì di morte imminente
  • il gatto impasta la maglia o impasta il pane: si tratta di un comportamento che risale a quando erano piccini e stimolavano con questi stessi movimenti le mammelle della madre a rilasciare il latte. Lo attuano anche da grandi perché in questo modo rilasciano endorfine, quindi serve per rasserenarli. Occhio che però se sentono il bisogno di farlo troppo spesso significa che sentono di vivere in una situazione di forte stress e quindi hanno necessità di autotranquillizzarsi in qualche modo
  • il gatto gli porta in dono topi e uccellini morti: in questo caso è amore in senso felino. In questo modo il gatto riesce a dirvi in contemporanea che "Vedi umano del mio branco felino, contribuisco al benessere del gruppo e porto da mangiare" e che "Vedi umano del mio branco felino, tu non sei capace di provvedere al cibo per il gruppo, non ti preoccupare ci penso io". Vi avevo detto che era amore in senso felino, no?
  • il gatto si avvicina con la coda a punto interrogativo: diciamo che si tratta del linguaggio corporeo del gatto per dirci che è contento di vederci e che non ha intenzioni malevoli nei nostri confronti, forse parlare di amore però è eccessivo
  • il gatto viene a dormirci sempre in braccio: l’umano pensa "Il mio gatto mi ama, vuole starmi vicino" e il gatto pensa "Mmm, comodo questo lettuccio caldo, spetta che faccio un pisolo". Il che non significa che entrambe le parti in causa non siano felici: l’umano crede che il suo gatto lo ami, il felino ha trovato un posto tranquillo e sicuro per riposare. E’ vero che ci sono gatti che dormono solo in braccio a determinate persone, magari sono un po’ più solitari, ma altri più socievoli dormono in braccio a chiunque, anche se visto per la prima volta, basta che abbia un odore tranquillizzante, quindi anche qui parlare di amore assoluto è eccessivo
  • il gatto viene a dormire con me quando ho la febbre: che i gatti abbiano uno spirito da crocerossine? Non proprio, è che quando hai la febbre il gatto ti sente più caldo e visto che ama dormire al calduccio, quale posto migliore che stare accanto a te? In secondo luogo se sei allettato, stai fermo, non ti puoi muovere, sei a sua disposizione tutta la giornata per fargli i grattini e le coccole… è amore? Se sei un gatto sì 
  • il gatto miagola chiedendomi la pappa ogni volta che mi vede: anche qui si tratta non tanto di amore, quanto di richiesta di attenzioni che per pigrizia nostra viene scambiata con richiesta di cibo. In fin dei conti è più facile e veloce aprire il frigo e riempire la ciotola di cibo piuttosto che giocare un po’ con lui. Senza considerare che ormai il gatto ha imparato che ogni volta che fa "Miao" il frigo viene aperto
  • il gatto ti dà le testate o i morsetti affetuosi: beh, di sicuro non tutti i gatti lo fanno, ma dobbiamo anche capire che ci sono gatti che non presentano un’esclusività di comportamento solo con te inteso come proprietario. Magari lo fanno con te, ma valuta se lo fanno anche con altre persone, magari anche appena conosciute: forse non è proprio amore, ma estrema socievolezza e fiducia
  • il gatto ti dà i bacini: come visto nel cane, i bacini che il gatto ti dà leccandoti con la sua linguetta ruvida non hanno lo stesso significato dei baci umani, fermo restando che anche le tipologie di bacio in umana hanno significati diversi e non sempre di amore imperituro. A volte lo fanno perché si autogratificano, un po’ come quando impastano, ma se lo fanno di notte svegliandoti il messaggio è uno solo "Mio umano, perché perdi tempo a dormire quando potresti giocare/nutrire me che invece sono bello sveglio? Giù dal letto e fammi compagnia"

  • il gatto si struscia contro di me: si struscia e mi ama o si struscia perché lascia su di me il suo odore e dice a tutti gli altri gatti che sono di sua proprietà? Se vogliamo possiamo considerarla una forma di amore possessivo

mercoledì 9 dicembre 2015

Cibando i nostri amici




Il mercato del cibo per animali è in continua crescita perché cresce il numero di coloro che non badano a spese per i loro animali. Basti dire che sono censiti 15 milioni tra cani e gatti e 11,6 milioni di famiglie acquistano cibo per i loro animali al supermarket, parliamo di circa il 50 per cento delle famiglie italiane (in Germania e in Inghilterra sono oltre 80 per cento). Al petfood si affaccia la famiglia con un reddito medio alto – i cosiddetti “big spender” – e lo scontrino medio è del 20 per cento più alto di chi non acquista prodotti per animali.
Un affetto testimoniato dal tempo che gli amanti degli animali dedicano alla scelta del cibo: di fronte a scaffali ricchi di prodotti e novità, sostano in media 83 secondi per acquistare prodotti per i cani e 82 per i gatti contro i 92 secondi riservati all’acquisto di prodotti per l’infanzia e i 49 a quelli del largo consumo confezionato.

L’alimentazione degli animali si divide tra prodotto industriale e home made, ossia gli avanzi del pranzo quotidiano. In Italia compra cibo pronto solo il 58 per cento della popolazione che ha in casa animali. L’acquisto copre il 50 per cento dell’alimentazione destinata ai cani, percentuale che sale al 60 per cento per i gatti, più “selettivi” per quanto riguarda il loro cibo.